Maggio positivo per l’Italia e l’Eurozona: inflazione sotto il 2%

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ppÈ stato un maggio sostanzialmente positivo per l’Eurozona e per l’Italia in particolare. I dati che fanno sorridere l’intera area della moneta unica è il segno meno per quanto riguarda l’inflazione. Una delle principali preoccupazioni di investitori e risparmiatori ha allentato la propria morsa. “Negli ultimi mesi il livello di inflazione atteso è sceso sotto il 2% sia negli Stati Uniti sia in Europa. Unica eccezione tra i paesi sviluppati è rappresentata dal Regno Unito, che presenta un’inflazione attesa attorno al 3%: Brexit, valuta debole e instabilità politica stanno alimentando nel paese forte tensioni inflazionistiche”, si legge sul blog di Moneyfarm.

L’abbassamento del costo della vita e di quello di beni e servizi non di natura primaria lascia intravedere spiragli di positività per un’Europa tartassata dalla crisi come tra l’altro è ben evidente in Italia da anni.

Entrando nello specifico della situazione italiana, anche Roma ha potuto constatare un rallentamento nella crescita dei prezzi. Secondo le rilevazioni dell’Istat, “c’è stata addirittura una contrazione degli stessi, che scendono dello 0,2% rispetto ad aprile, sebbene il confronto con lo stesso mese del 2016 riporti il segno più con un aumento dell’1,4%”. Secondo gli esperti dell’istituto di ricerca, le statistiche relative al mese appena concluso sono giustificate dai prezzi di alcune tipologie di prodotti, che pur riducendosi resta sempre importante se confrontata con i dati degli anni precedenti. Basti pensare ai casi degli energetici non regolamentati, sui quali montano le polemiche soprattutto sui social network, dei tanto chiacchierati trasporti e degli alimentari non lavorati. Se maggio può considerarsi positivo, va però evidenziato che l’inflazione acquisita nel 2017 supera il punto percentuale attestandosi all’1,2%, segnale sintomatico di una situazione solo lievemente in ripresa.

Ed è per questo che i cambiamenti per gli italiani sono veramente risibili. Nel quotidiano il carrello della spesa risulta lievemente ritoccato verso l’alto per quel che concerne i beni alimentari, quelli per la cura della casa e della persona. Nel confronto annuale, il dato è però più preoccupante,visto che si supera la differenza di 1,6%, superando il dato generale che comunque scende rispetto ai dati di aprile. La categoria merceologica che provoca questo aumento dei prezzi di frutta, verdura e ortaggi, il cui incremento arriva al 4,8% a causa di fattori dovuti alla stagionalità. Un carrello della spesa, dunque, sempre più pesante, con conseguenze preoccupanti sia per gli abitanti del nord Italia che per quelli del sud. Nel mezzogiorno, l’aumento è sentito in maniera più contenuta di quanto avviene al nord, ma le conseguenze più importanti dell’inflazione riguardano salari e conti in banca che si assottigliano sempre di più. Ecco perché, parallelamente all’aumento generale dei prezzi, crescono le chance che gli italiani danno ai servizi finanziari, sia di tipo previdenziale o assicurativo che di puro investimento. I risparmiatori che hanno intuito il valore e le potenzialità dei mezzi sono in aumento sul territorio nazionale, e la cultura dell’investimento, anche se a piccoli passi, sta tornando a caratterizzare tutto lo Stivale.

 

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