E’ stato morto un ragazzo: un documentario per ridare dignità a Federico Aldrovandi

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In attesa del 17 maggio prossimo, giorno nel quale prenderà avvio il processo d’appello relativo alla morte di Federico Aldrovandi,  arriva per la famiglia un altro importantissimo riconoscimento nella lotta per la ricerca della verità. Il 18enne ferrarese, lo ricordiamo, è deceduto nel corso di un controllo di polizia la mattina del 25 settembre 2005:  il primo fondamentale passo giudiziario è stata la sentenza di primo grado che ha condannato i 4 poliziotti, tre uomini ed una donna, a 3 anni e 6 mesi, per eccesso colposo seguita da una seconda condanna per altri 3 poliziotti per omissione d’atti d’ufficio, il secondo passo il risarcimento da parte dello Stato.

E non solo: il docufilm “E’ stato morto un ragazzo” realizzato da Filippo Vendemmiati e distribuito da Promo Music, dopo aver fatto il giro d’Italia, è stato insignito del David di Donatello.Più che il premio in sé, il significato di tale evento è soprattutto simbolico, stando a significare come la storia di Federico Aldrovandi abbia colpito l’opinione pubblica, mostrando i suoi risvolti più duri e crudi e risvegliando nelle coscienze di tante persone una voglia di verità ed un desiderio di giustizia.

Lo stesso sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, ha scritto una lettera a Filippo Vendemmiati per porgergli i complimenti ed i ringraziamenti a nome  proprio e di tutta la città per il lavoro svolto per ridare dignità al nome di Federico. La speranza del sindaco, ma anche nostra, è che il video possa essere trasmesso al più presto su emittenti nazionali perché tutti possano conoscere a fondo la vicenda che grazie proprio al film di Vendemmiati, è stata sintetizzata in maniera chiara e obiettiva, priva di giudizi o pareri di parte ma semplicemente ricostruita sulla base dei fatti e delle risultanze processuali.

Anche a nome nostro un ringraziamento a Filippo Vendemmiati che ha reso ancora più indelebile il ricordo di Federico e della sua tragica ed unica fine, una mattina come tante, di una domenica come tante, in una città come tante.

Antonio Piazza

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