Dagli Open Data alla comunicazione pubblica

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Quanti cittadini comuni e non esperti sanno cosa sono gli open data e li usano per informarsi?  

Leggere e interpretare i dati pubblici, estraendoli dai dataset resi disponibili dalle PA, non sono competenze diffuse tra gli italiani che, come ricorda il linguista Tullio De Mauro, sono analfabeti di ritorno per più del 50%.

Trasparenza amministrativa, diritto di accesso civico, come sono intesi dal recente dall’ultimo atto del governo Monti, non saranno diritti per tutti se non sono garantiti da strumenti e forme di comunicazione che consentono un’ampia diffusione delle informazioni istituzionali anche a chi ha ristrette competenze linguistiche e di lettura ed interpretazione dei dati pubblici.   Bastano i dataset on line dei Comuni, Province, Regioni e di tutte le PA obbligate a comunicare e informare i cittadini per la Legge 150/00?

C’è bisogno di chi sa usare i raw data – dati grezzi – degli Open Data, estrarli da diverse fonti pubbliche, fare mashup, riorganizzali e trasformarli in informazioni istituzionali da comunicare, usando differenti forme testuali per scopi diversi: dalla scheda informativa, alle infografiche, ai racconti creativi con altri linguaggi.   Ai professionisti dell’informazione istituzionale e della comunicazione pubblica spetta il compito di affermare ed alimentare la cultura della partecipazione civica.  

Diritto di Accesso Civico (www.dirittodiaccessocivico.it) è un progetto sperimentale nato dal laboratorio ”Analisi dei testi per la comunicazione pubblica” della cattedra di “Comunicazione pubblica e linguaggi istituzionali” (docente Daniela Vellutino) nei corsi di laurea magistrale in “Comunicazione d’impresa e Comunicazione pubblica“ e “Gestione e conservazione del patrimonio archivistico e librario” dell’Università degli Studi di Salerno.  

Obiettivo è capire come usare gli open data di diverse fonti pubbliche, riorganizzarli e trasformarli in informazioni istituzionali da comunicare in differenti forme testuali per scopi diversi: scheda informativa, infografica, articoli giornalistici e racconti creativi con altri linguaggi.  

Chi partecipa al progetto sperimentale #dirittodiaccessocivico “adotta” un intervento finanziato con fondi pubblici, usa gli Open Data presenti in OpenCoesione, il portale del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo economico (DPS). Fa un “Monithon“, vale a dire un percorso di conoscenza diretta dei progetti finanziati per capire se e come i dati economico statistici di OpenCoesione, possono essere usati ed integrati con ulteriori informazioni. Racconta  gli interventi finanziati con fondi pubblici con linguaggi utili per comunicare con pubblici diversi.

Il progetto nasce appunto dalla collaborazione tra il Dipartimento di scienze politiche, sociali e della comunicazione dell’Università di Salerno e il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico ed è rivolto a studenti e professionisti della comunicazione e dell’informazione.

Testi tratti dalla ricerca sviluppata sul tema e dal sito www.dirittodiaccessocivico.it 

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da Avanguardie

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